sabato, giugno 27

La crisi? Colpa della nonna francese* che legge il giornale

Di questi tempi alcuni di noi sono un po’ più poveri, altri devono fare i conti con il lavoro perso e cercare il modo per arrivare alla fine del mese. Più di un miliardo di persone è invece alla fame, secondo le stime della Fao. Di chi è la colpa? Non dei finanzieri americani, che con la furbata di prestare soldi a chi non poteva restituirli e rifilare questi crediti inesigibili al parco buoi tenendosi gli utili, hanno creato uno scompiglio economico planetario. Non del Fondo monetario che impone politiche economiche suicide ai paesi del terzo e quarto mondo, non dei governi che non riescono a progettare modelli di sviluppo più etici. No, la colpa è degli organismi economici e dei giornali che, profeti di sventura, si ostinano a descrivere la crisi nella sua crudezza per la ricaduta sulla vita delle persone (persone e non di numeri). Basterebbe non dirle tutte quelle sciocchezze e la crisi passerebbe da sola. Mi stupisco come non abbiano ancora pensato a proporre il nostro presidente del consiglio per il Nobel all’economia per l’importante scoperta della teoria della sabbia (se non vedo, il problema non esiste), detta anche teoria dello struzzo.

* su suggerimento di Ultimoappello

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