martedì, luglio 7

1° settembre

Il direttore scolastico regionale lombardo, appena nominato, occupa subito la prima pagina dei quotidiani locali: “.. basta con le ferie lunghe degli insegnanti, tutti a scuola il 1° settembre ...”. Come se tutti i mali della scuola fossero colpa degli insegnanti che non tornano a scuola il 1° settembre. Ora, è vero che siamo stati abituati dal ministro alle sparate mediatiche e alle riforme dettate prima ai giornali che alla Gazzetta Ufficiale, ma il direttore lombardo sembra dimenticare molte cose. Uno: quanto e come si lavora non lo decide il direttore, che è un funzionario e deve applicare le norme e non farsele, ma un contratto di lavoro. E il direttore sembra dimenticare che la scuola italiana sta in piedi perché molti insegnanti fanno e disfano ben al di là di quanto dovrebbero fare per contratto. Due: rispettati i doveri contrattuali ogni scuola, con la giusta ragionevolezza e nei limiti imposti dalle norme, ha il diritto, per una cosa che si chiama “autonomia didattica”, a stabilire i propri tempi di lavoro. Insegnare è un lavoro e, anche se fatto con dedizione e impegno, resta un lavoro e deve essere retribuito. Se il direttore vuole maggior impegno si dia da fare per cambiare la situazione contrattuale. Il volontariato decido io se, quando, dove e come farlo. Posso farlo a scuola, ma sono fatti miei, non del direttore. Tre: se proprio dobbiamo cominciare la scuola il 1° settembre che il direttore si dia da fare in modo che ci siano tutti gli insegnanti, ci siano i fondi per comperare quello che serve, si sappia con quali criteri programmare l’attività, si conoscano i sistemi di valutazione, possibilmente prima degli scrutini ....... e poi, se vuole, si occupi del calendario scolastico.

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