lunedì, settembre 21

Per la patria

Nel giorno dei funerali dei soldati morti in Afghanistan non si può che essere con le loro famiglie. Con le loro famiglie, e non con chi anche dalla morte, se utile, trae plastici e spettacolo. Per quanto mi riguarda ho dato, abbiamo dato, alla patria. Mio nonno un occhio, nella guerra per liberare l'Italia dagli invasori austriaci, lo ha lasciato tra le nevi dell’Adamello, anno 1917. Mio padre tanta sofferenza e una ferita che si è trascinato per tutta la vita, ricevuta nelle steppe del Don. Io, molto più fortunato, alla patria ho lasciato diciotto mesi della mia vita. Diciotto mesi nel momento in cui i sogni dovevano realizzarsi e invece sono rimasti lì, congegelati, come se fossero stati nella steppa. Quindi vicino alle famiglie, solo alle famiglie, di chi, dopo il primo momento, non viene nemmeno ricordato per nome.

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