martedì, marzo 31

Professori

Passando davanti al televisore ho sentito Renato Zero cantare. Cantava di professori. Era già sul finale e allora mi sono messo alla ricerca trovando la canzone su YouTube.
"Professore".
Accattivante melodia, ma contenuto discutibile: è possibile che se i pargoli non vanno bene a scuola è sempre colpa dei professori che non li capiscono? Non è che con 25 o più Pierini, Ahmed, Alì e Giovannini per classe e in nove classi (200 Pierini), forse il professore fa un po' fatica a entrare nelle problematiche di ogni alunno?
Penso che il rispetto della dignità di tutti gli alunni sia fondamentale, ma la scuola non, può da sola, essere delegata a risolvere tutti i problemi del mondo.

lunedì, marzo 30

Ora legale

Con la primavera torna l'ora legale. Non mi ci trovo, mi ribalta tutti i ritmi biologici, ma mi consola il fatto che ci fa risparmiare 90 milioni di euro a stagione. Poi, però, mi arrabbio scoprendo che per non abbinare il referendum alle elezioni europee spendiamo circa 460 milioni di euro. Io sopporto l'ora legale per cinque anni per far sprecare tutti i risparmi ottenuti per le bizze di quattro politici discutibili?
Se fosse solo questo mi fermerei qui, ma poi scopro che molte scuole non hanno la carta (nemmeno quella igienica), i supplenti non vengono pagati e molti dirigenti non sanno come tirare avanti.
Allora, se non sapete usare meglio i miei risparmi, lasciatemi in pace a vivere i miei ritmi biologici.

sabato, marzo 28

resistere

Non amo tediare con citazioni lunghe, ma questa ne vale la pena.

La Repubblica - venerdì 27 marzo 2009 - pag. 38

LA SCUOLA CHE RESISTE NONOSTANTE TUTTO

Caro Augias,


      il mio è un necrologio per la scuola che è morta: nell'abbandono dei suoi edifici, nel grigiore delle pareti delle sue aule, nel tanfo delle sue palestre, nel fetore dei suoi gabinetti. E' morta di amarezza, nello squallore delle sue sale dei docenti. Di rancore, nella disillusione dei suoi docenti, nella marginalità del loro ruolo, nell'usura dei loro abiti, nell'indigenza, nell'insulto delle loro persone. Morta di vergogna, nella mancanza di carta igienica, nella povertà dei suoi strumenti, nel decadimento delle sue suppellettili. Di noia, nell'inutilità delle sue riunioni, nell'astrusa insulsaggine dei corsi di aggiornamento. Di disgusto, nell'ipocrisia dei suoi ministri, nell'arroganza dei potenti, nella volgarità della cultura dominante. Morta di invidia, nel confronto con le scuole dei paesi civili. Di indifferenza, nell'incuria dell'opinione pubblica, nell'ignavia degli intellettuali, nel disinteresse dell'informazione. La scuola italiana è morta di rimpianto, nella disillusione per i sogni di chi, almeno per un giorno, ci aveva creduto.



Lea Reverberi





Correggerei la disperata diagnosi di questa lettera. La scuola italiana sta sicuramente male ma non è morta. Sta male perché nessuno se ne cura, tra coloro che avrebbero il potere e il dovere di farlo; e perché chi se ne cura come l'attuale ministro lo fa per tagliare, togliere, ridurre, privare. Non mancano solo i soldi, manca il prestigio, il ruolo, la considerazione, l'aura che la scuola dovrebbe avere perché è lì che si fanno i primi passi sulla via della conoscenza e della cittadinanza. E chissà che non sia proprio questa la ragione non detta dell'avvilimento in cui buona parte della scuola si trova. Dico "buona parte" perché per varie ragioni familiari e di amicizia, so anche di casi di grande vitalità della scuola. Dovuta alla passione di tanti insegnanti, nonostante la scarsità dei fondi e spesso il grigiore degli edifici e delle aule. Ma perché si tratta di nozioni limitate alle due maggiori città del paese (Roma e Milano) mi viene da pensare che forse le situazioni peggiori di cui altri mi scrivono, si trovino proprio in quelle regioni dove sarebbe più necessario che la scuola fosse l'antidoto all'ignoranza diffusa, allo svilimento di un'idea di Stato, di cittadinanza, di legalità. Mi ha scritto Rosanna Lioveri da Bergamo: «Dopo tanti anni di studio appassionato, a chi dire del nostro disagio in questo clima di finta democrazia? Chi ascolterà le parole di un docente, uno dei tanti? Comunque, nonostante tutto, continuerò a credere fermamente nell'importanza del mio compito, nel mio dovere di educare al sapere e alla legalità». Molti, nonostante tutto, resistono. Ma quale delitto scoraggiare, spegnere, questa competenza, questa passione.

Corrado Augias

venerdì, marzo 27

Diritti negati

Una carissima collega si è distorta in modo serio una caviglia a scuola. Trenta giorni di prognosi e nessuna causa di servizio. Sono sorti ulteriori problemi e la distorsione sembra molto più grave di quanto ci si aspettasse, anche per un trattamento iniziale poco ortodosso. Potrebbe sembrare un caso come tanti. Non lo è! La collega, bravissima, è precaria. Dopo un mese a casa stipendio dimezzato, dopo tre mesi licenziamento. Punto a capo.
Ora come possono pretendere che chi lavora in queste condizioni riesca a trovare la tranquillità e la motivazione per affrontare ogni giorno bande di pargoli scatenati che succhiano ogni tipo di risorse. Come fanno a dire che sono fannulloni e assenteisti quando anche il più elementare diritto, quello alla salute, viene messo in discussione. Sono indignato!  

giovedì, marzo 26

Bullismo

La situazione sta decisamente degenerando. Alunni fuori controllo senza alcun senso del limite e della realtà, genitori assenti o incapaci di valutare la gravità degli atti dei loro pargoli e, cosa ancora più preoccupante, insegnanti non in grado di assumersi la responsabilità di educatori, che tendono comunque a giustificare tutto: ".. poverino non conosci la sua situazione familiare .... sai è molto insicuro, lo fa per farsi notare ... viene da un paese disastrato ... la loro cultura non ha rispetto delle donne, dagli il tempo di adattarsi ....".
Ora, nel rispetto di tutte le strategie educative e tutta la comprensione del caso, non è tollerabile che comportamenti di prevaricazione e spesso di violenza, soprattutto nei confronti delle ragazze e dei più deboli, continuino ad essere trattati come "biricchinate".
Fuori dalla scuola gli stessi comportamenti avrebbero risvolti da codice penale ed è il caso che i pargoli si rendano conto che la protezione e la comprensione che i loro insegnanti offrono non durerà per sempre. Prima o poi saranno chiamati a risponderne e forse è il caso che comprendano fin da adesso che allungare le mani sul seno della compagna che non lo desidera non e un gioco, ma una violenza; che non rispettare il compagno meno fortunato è ancora violenza, e di quelle più deplorevoli; che prendere con la forza la merendina del compagno non è bullismo, ma è rapina .....
Riusciremo a farlo capire a loro, ai loro genitori, a noi stessi e a riportare un po' di pace in questa povera scuola?

mercoledì, marzo 25

Disastro

Sono state pubblicate le tabelle degli organici della scuola italiana per l'anno scolastico 2009-2010, regione per regione. Sembra che l'organico di diritto verrà ridotto di 36.854 unità (poi ci sarà la riduzione dell'organico di fatto).
Dieci volte i licenziamenti dell'Alitalia. E non una voce che si alzi, se non quella degli addetti ai lavori. Probabilmente la scuola non interessa, non fa ascolto. Così nel silenzio si sta riducendo la scuola pubblica in macerie.
Requiem.

martedì, marzo 24

Pubblico o cittadini?

...... passare dal filosofo Tocqueville, che paventava la tirannia della maggioranza, alla dittatura del televoto, rappresenta una transizione piuttosto radicale. Tuttavia l'evoluzione risulta anche essenziale per osservare come il consenso politico tende a secolarizzarsi e a trasformarsi in puro indice di gradimento. Con il televoto il gusto si esprime senza filtri. Si riconosce nei protagonisti che ballano, cantano, litigano. La società si mostra per quello che è.

E allora, se si presenta un filosofo o qualcuno della prima Repubblica che pretende di spiegare come la democrazia sia una faccenda di mediazioni, basta cambiare alla svelta canale, e passare al prossimo televoto.

Edmondo Berselli

lunedì, marzo 23

Valutazione?

Pierino il primo quadrimestre aveva tre non sufficiente gravi e due non sufficiente lievi. Nel secondo quadrimestre, con impegno e costanza, nonostante le sue difficoltà, era riuscito a migliorare le sue lacune e le insufficienze erano diventate due, e non gravi.
Tutto questo era accuratamente spiegato nel giudizio globale della scheda di valutazione, che sanciva la sua promozione. Il consiglio di classe aveva fotografato perfettamente la situazione, l’aveva comunicata ai genitori e a Pierino, che sapeva di avere alcune lacune, ma sapeva anche di aver lavorato e di aver meritato la promozione.
Arriva la Gelmini “Pierino per essere promosso deve avere 6 in tutte le materie!!!!”.
Bene.
Pierino non sarà più promosso, ma .... come si può non promuovere un alunno che ha lavorato moltissimo, si è impegnato e ha solo lievi lacune?
Non si fa: si trasformano i 5 in 6, con voto di consiglio, lasciando traccia solo sul verbale (peccato che le annotazioni sulle pagelle previste dalla Gelmini non compaiano in nessuna legge o circolare). 
Così si descrive una situazione che non è e, cosa più grave, non c’è la possibilità di spiegare tutto per filo e per segno a alunni e genitori, reintroducendo di fatto il 6 politico.
E così vissero tutti gelmini e contenti ....

domenica, marzo 22

Schemi e diagrammi

Sempre della serie "programmini utili" Dabbleboard è un semplice programma online che simula una lavagna interattiva multimediale con cui disegnare schemi o diagrammi concettuali, che possono essere salvati, stampati e scambiati. L'uso non è semplicissimo, ma le indicazioni principali si possono tovare qui.

sabato, marzo 21

Tutti artisti

"bomomo" un semplice programma interattivo online che consente di creare divertenti composizioni grafiche. Di uso intuitivo, richiede di scegliere le forme nella parte bassa della finestra e cliccando il tasto del mouse, durante il movimento delle forme, il disegno si completa. Il disegno è stampabile, ma solo utilizzando Firefox. Con gli altri browser i disegni si possono solo vedere. Buon divertimento!

mercoledì, marzo 18

Cattedre e spezzatino

Non tutti i colleghi di lettere della scuola secondaria di primo grado (32 battute al posto di 5 per dire medie) conoscono il destino che li aspetta, sia che operino sul tempo normale che sul prolungato. 
A dir la verità nemmeno i genitori conoscono bene il destino dei loro pargoli. Saranno tra i fortunati o tra gli s****ti?
Questo articolo rende bene l'idea di quale potrà essere il futuro e solo ora alcuni sembrano rendersene conto.  

martedì, marzo 17

Scuola moderna

Qui si può leggere l'articolo intero (questo è un estratto):

La Gelmini: i presidi sono bugiardi. ".... troppi dirigenti scolastici che «fanno politica contro il governo». Un comportamento riprovevole, anche perché il governo ha fatto di tutto per «superare la scuola di matrice sessantottina». In che modo? Ad esempio, «ripristinando il voto in condotta e con la reintroduzione del grembiule». Quindi, è arrivato il momento di dire basta: agli operatori del settore «spetta applicare le leggi e le circolari del ministero. E’ giusto - concede - che ognuno abbia una propria opinione, ma la politica deve restare fuori dagli istituti»."

... e questi (articolo intero) sono i risultati:

"A seguito del mancato pagamento del fondo di istituto dello scorso anno scolastico, tutti gli 80  lavoratori del 4 circolo di Brescia, sia docenti che personale ata, hanno inviato una diffida al Ministro della P.I., all'Ufficio scolastico provinciale di Brescia., all'Uffico Scolastico Regionale Lombardia e al loro Dirigente Scolastico."

Nulla da commentare!!!

lunedì, marzo 16

Il mondo com'è



Curiosando in giro, in cerca di dati sulla copertura ADSL del territorio italiano (visto che Mary Star prevede addirittura l'invio delle assenze dei pargoli via e-mail), ho trovato questo sito interessante per le varie prof di lettere che girano di qua.
Con la carta di Peters può essere utile. Qui il link.

sabato, marzo 14

Nativi digitali



E' bianco o nero? E' nuovo o vecchio? Che grigio deve diventare?

venerdì, marzo 13

Ritratti-1

Kashif era arrivato una settimana prima dal Pakistan. Ogni tentativo di individuare il suo paese su Google Earth (come facevo con tutti i nuovi arrivati) andò a vuoto. Solo quando leggemmo la scheda personale scoprimmo che proveniva da un villaggio situato al confine del Kashmir.
Passò le prime due ore in classe a esplorare oggetti strani: il banco, la sedia, la matita e i fogli che aveva davanti. Poi scoprì che la matita si poteva temperare e le ore successive le impiegò a ridurre in trucioli quel mozzicone che gli avevo prestato, studiando accuratamente, da tutti i lati, ogni truciolo. Mai visti!
Non parlava inglese e, scoprimmo poi, nemmeno urdu. Parlava solo il suo dialetto. Riuscimmo a comunicare solo a disegni per quasi un anno. Poi i suoi si trasferirono e l'ultimo giorno di scuola lo vidi piangere.

giovedì, marzo 12

Vecchio o nuovo?


"Sostiene Raffaele Simone in un libro appena uscito che dopo la scrittura e la stampa siamo ora giunti ad una terza fase nella quale accade che molte cose si imparino non dai libri, ma per averle viste o sentite. La scuola è un problema anche perché negli ultimi trent'anni ha ignorato questo mutamento radicale seguitando a privilegiare metodi di apprendimento tradizionali, quasi al riparo del nuovo. Cambiare non sarà facile."

Umberto Galimberti

domenica, marzo 8

Ricordare


Non sevono le feste, serve l'amore.

E' utile leggere anche qui

sabato, marzo 7

Ragnatela

".... la nostra vita è intessuta di rapporti con gli altri e noi siamo legati a tutte le persone che fanno parte del nostro mondo da un filo.
Questi fili però non sono tutti uguali, né dello stesso materiale. Ci sono fili di cotone qualunque, che tengono insieme comuni rapporti di lavoro, di conoscenza e cose del genere.
Ci sono anche i fili di ferro arrugginito, logorati dal tempo e dall'usura, e quelli, quando si spezzano, nessuno più li rimette insieme.
Ma accanto a quelli ci sono fili d'oro, tenaci perché duttili, che si piegano agli eventi della vita, e non si spezzano mai per la loro capacità di piegarsi: sono i fili su cui Eros posò la sua mano con la palma tutta aperta. Ma questi sono rarissimi.
Più frequenti i fili di rame, su cui corre violenta e fulminante la fiamma della passione, che rapida brucia e poi scompare: non con la mano Eros li ha toccati, ma con la punta di una freccia carica di tensione.
Ed ecco i fili di seta.
Sottilissimi e resistenti, perché son frutto dell'intelligenza, preziosi e lucenti perché sfiorati dall'ala leggera di Eros. Sono i fili che dan gusto e piacere alla vita, profumo all'amicizia, vivezza alle parole che si scambiano in compagnia. Ma guai a tenderli troppo, perché si spezzano e non rimane nulla.

da “Il fantasma di Mozart” L. Mancinelli