martedì, giugno 30

Vacanze

Chiuso per ferie
(per alcuni giorni)

sabato, giugno 27

La crisi? Colpa della nonna francese* che legge il giornale

Di questi tempi alcuni di noi sono un po’ più poveri, altri devono fare i conti con il lavoro perso e cercare il modo per arrivare alla fine del mese. Più di un miliardo di persone è invece alla fame, secondo le stime della Fao. Di chi è la colpa? Non dei finanzieri americani, che con la furbata di prestare soldi a chi non poteva restituirli e rifilare questi crediti inesigibili al parco buoi tenendosi gli utili, hanno creato uno scompiglio economico planetario. Non del Fondo monetario che impone politiche economiche suicide ai paesi del terzo e quarto mondo, non dei governi che non riescono a progettare modelli di sviluppo più etici. No, la colpa è degli organismi economici e dei giornali che, profeti di sventura, si ostinano a descrivere la crisi nella sua crudezza per la ricaduta sulla vita delle persone (persone e non di numeri). Basterebbe non dirle tutte quelle sciocchezze e la crisi passerebbe da sola. Mi stupisco come non abbiano ancora pensato a proporre il nostro presidente del consiglio per il Nobel all’economia per l’importante scoperta della teoria della sabbia (se non vedo, il problema non esiste), detta anche teoria dello struzzo.

* su suggerimento di Ultimoappello

mercoledì, giugno 24

Calma e gesso

Quello che più mi ha colpito in tutta la vicenda “veline” è stato il silenzio degli organi vaticani, così pronti a esprimere il loro parere su preservativi, fecondazione assistita, testamento biologico. Insomma il Vaticano si preoccupa moltissimo di quello che succede nel letto degli italiani (un po’ meno per il resto del mondo), ma in questa storia, che è soprattutto di letti, silenzio. Poi, scorrendo con calma le notizie, piano piano qualche voce comincia a sentirsi. Inizia un parroco che invia una lettera aperta al suo vescovo, poi un vescovo chiede chiarezza. A questo punto anche l’organo di stampa dei vescovi si muove. Alla fine quello che più colpisce è la risposta alle lettere al direttore di un importante settimanale cattolico. Forse qualche cosa si muove.

Questione di stile

Comincio a provare fastidio nel leggere i ripetuti articoli che coinvolgono il presidente del consiglio. Fastidio dovuto non ai fatti, che pesano per quello che sono,ma alla loro rappresentazione. E’ scontato che quanto sta emergendo pone problemi di natura politica e problemi etici che dovranno avere una risposta, ma l’informazione potrebbe e dovrebbe muoversi su un piano diverso, più freddo, meno guardone. Continuando ad evidenziare i particolari, sempre più dettagliati, si rischia di perdere di vista il problema reale del degrado civile e morale, degrado che non mette in pericolo la democrazia, ma rischia di anestetizzare le coscienze.

lunedì, giugno 22

In principio non era il caos

In principio erano le Leggi, poi i Decreti . Dai decreti vennero le Ordinanze Ministeriali. Queste generarono le circolari che diedero origine al caos e al mercato delle vacche. Sì, perché quello a cui si assiste in quasi tutti gli uffici scolastici regionali e provinciali è un mercato delle vacche: ti lascio alcune ore di italiano e tu cosa mi dai? Se io rinuncio a mezza cattedra di sostegno, mi dai sei ore di inglese? Perché i numeri sono numeri e non è possibile aumentare le cattedre che il ministero ha assegnato a una provincia ne, per esempio, fare stare per intero 4 in 18 (ore di una classe e ore totali di lavoro di un insegnante). A meno di ridurre il 4 o aumentare il 18. E non si può. O si può? Sembra. Peccato che il mercato delle vacche sia fatto sulla pelle di persone: alunni, genitori, docenti, amministrativi e ausiliari, persone in carne e ossa e sentimenti, non su numeri. Grazie Mary* delle circolari, della riforma e della confusione.

sabato, giugno 20

Buonsenso


Qualche moderato citato nel post precedente deve avermi letto (forse,ma dubito) e ha scritto questi bei pensierini. Non ci speravo, sono pieni di buonsenso.

giovedì, giugno 18

Vizi privati pubbliche virtù

Dove sono i moderati, i liberali, i cattolici del centro-destra? Sicuramente non ho le loro opinioni, ma con molti di loro discuto, anche animatamente, in modo ragionevole e pacato, sono brave persone. Come è possibile che tollerino e accettino passivamente quello che ogni giorno di più diventa uno spettacolo da basso impero, l’esibizione crescente dei vizi del potere. La crisi incalza, i licenziati aumentano, i cittadini hanno bisogno di risposte che ridiano fiducia, ma si sente parlare solo di veline e vizi privati.

lunedì, giugno 15

Decreti e divieti

Questo non lo puoi fare, questo sì. Di solito, non sempre, vengono trattati così i bambini. Quando ad essere trattati in questo modo siamo noi adulti, un po’ scoccia e un po’ fa pensare. Sembra che ultimamente i nostri amministratori, tra decreti e divieti si stiano divertendo. Meno divertente è il divieto imposto agli abruzzesi che vivono nelle tendopoli. Dopo essere stati usati come comparse nella campagna elettorale non hanno nemmeno il diritto di manifestare.

Caos prossimo venturo

Se qualche non addetto alla scuola, e anche qualche addetto, vuol rendersi conto del caos prossimo venturo, basta leggiucchiare la serie di possibili strutturazioni della cattedra di lettere nella scuola media. Nel sito di Pavone risorse tante divertenti soluzioni. I diritti d’autore vanno al ministro Gelmini.

domenica, giugno 14

Futuro di democrazia



Il richiamo della foresta

Sono in pensione da nove mesi e quattordici giorni. Ancora in servizio avevo realizzato un software per la gestione delle schede di valutazione e degli esami di licenza, con gli strumenti disponibili in ogni scuolaccia qualsiasi, e lo avevo lasciato in eredità ai colleghi, perfettamente funzionante. Dopo le trovate della Mary Star, pochi colpi di codice, e il programma è stato adattato alla normativa gelminiana. L’aggiornamento offerto, come gentile omaggio, al mio ormai ex-dirigente, fu brutalmente rifiutato: “ci arrangiamo” fu la risposta. Ieri vengo contattato da alcuni colleghi. “Senti abbiamo sentito il dirigente, saresti così gentile da venire a spiegarci come funziona il software per gli esami. Sai altrimenti dobbiamo scrivere tutto a mano”. Mi verrebbe voglia di riabituarlo all’uso della penna, il dirigente, ma credo finirò con l'aiutare i colleghi. Alla faccia di Brunetta e della sua informatizzazione della PA e della Gelmini con le sue meravigliose LIM (lavagne multimediali interattive). Possibile che il ministero non pensi a elaborare un software unico per la gestione delle schede e distribuirlo alle scuole? L’ho realizzato io, lo hanno fatto moltissimi colleghi in tante scuole, perché non il ministero? Domanda retorica, ma obbligata. Risposta a piacere.

giovedì, giugno 11

Rivoluzione digitale

In “ Elianto ” Stefano Benni immagina l’inferno. Il suo inferno è un gigantesco ingorgo stradale e al dannato di turno viene consegnata una Ferrari, nuova di zecca, con cui sgommare per trecento metri. Poi stop, fermo, in Ferrari, per l’eternità. In un paese dove per molti cittadini il collegamento DSL è un sogno, molte scuole sono fatiscenti, gli strumenti informatici delle scuole appartengono all’archeologia industriale, e tra poco dovranno essere usati i banchi a castello per poter sistemare gli alunni nelle aule, pubblicizzare la consegna alle scuole delle LIM (lavagne interattive multimediali) sembra essere una condanna alla dannazione nell’inferno di Benni.

Battute fuori luogo

Scusate, dice il settantatreenne capo di un governo, adesso devo scappare, devo correre al matrimonio di una minorenne che ho frequentato fino a pochi mesi fa, che si sposa con un avvocato che dicono io abbia corrotto. Naturalmente, per il viaggio di nozze, metto loro a disposizione gli aerei dell’aeronautica militare .... In un paese normale può succedere ?

Pensiero unico

Siamo ormai al pensiero unico, al pensiero del capo, chi non si adegua muore (professionalmente). Tre insegnanti della scuola di Longhena (quella dei dieci a tutti i bambini) sono state convocate davanti al consiglio disciplinare provinciale. Dovranno giustificare la loro metodologia, dovranno giustificare i principi pedagogici che le hanno ispirate, dovranno giustificare cosa? No, dovranno giustificare le loro risposte ai giornalisti e la loro partecipazione ad assemblee convocate per spiegare il loro operato ai genitori. Non vedo ancora bottiglie di olio di ricino, ma la puzza comincio a sentirla.

mercoledì, giugno 10

Indovina chi viene in tenda?

Sarà anche un capo di stato, ma montargli la tenda in un parco pubblico, dove non metterà piede, mi sembra eccessivo. E' vero che gas e petrolio ci servono, ma far finta di dimenticare chi è e i suoi trascorsi mi pare eccessivo. Anche se i suoi capitali rivitalizzeranno la nostra industria.

Sottosopra

Ben stano paese il nostro. Chi ci governa lo fa con i voti presi nel sud e fa, sotto ricatto, leggi per il nord, perché senza i voti del nord non potrebbe governare. E quelli del sud, per adesso contenti, continuano così. Ma credo ne vedremo delle belle in futuro.

martedì, giugno 9

Non è mai troppo tardi

L'apprendista stregone ha colpito ancora. Dopo aver lasciato gli insegnanti in preda a mille dubbi, dopo molti scrutini già svolti, ecco arriva lei: così non si fa, si fa così. Siamo proprio una repubblica delle banane. Il consiglio di classe può trasformare un quattro in un sei, deve votare, deve comunicarlo alle famiglie (ma se la pagella doveva essere solo voti?), ma nessuno deve sapere nulla. Sul tabellone sei nero (non nel senso che l'alunno sarà fatto nero di botte l'anno successivo), ma nel senso che non deve essere indicato in nessun modo che il sei è stato regalato. E chi ha già deciso, compilato e firmato i tabelloni?
L'apprendista stregone prima pianifica la strage (degli innocenti) e poi (forse) ha qualche dubbio. Contare fino a dieci prima di pensare ad aprire il libro delle magie quando non lo si sa usare, no eh?

sabato, giugno 6

Apprendista stregone

L’apprendista stregone si è impossessato del libro di magia e lo ha aperto al capitolo riforme. Un colpo di bacchetta magica qui e spariscono i maestri, un colpo di bacchetta magica là e compaiono i voti. La musica inizia e la magia opera tra gli applausi. Poi, ad un tratto, l’illusione non funziona più e la realtà fa capolino. Si rischiano migliaia di vittime. L’apprendista stregone sparisce e sul campo resta solo il mago insegnante, la sua esperienza e il suo buonsenso. Anche per questa volta, forse, il disastro è scongiurato.

giovedì, giugno 4

5 in religione

Comincia a farsi interessante il valzer delle domande senza risposta e delle soluzioni all’italiana al problema della valutazione di fine anno degli alunni della scuola media. Ma un tarlo mi rode: se il 5 è in religione cosa succede? Sì, perchè capita anche questo in alcune scuole, capita che gli insegnanti di religione diano 5 a fine anno. E allora, signor ministro?

Promozione

Bene cari genitori e insegnanti che non apprezzate la nuova riforma scolastica: siete serviti «sono solo quattro PIRLA che mi contestano e che non sanno cos’è la DEMOCRAZIA ». Che parla è il ministro Gelmini in quel di Besana Brianza . Non c’è che dire, un eloquio elegante degno di una signora e di un ministro, una sottigliezza pedagogica senza uguali. A noi una sola consolazione: siamo stati promossi da “coglioni” che eravamo secondo il suo capo, a “pirla”. Un bel salto, non c'è che dire.

mercoledì, giugno 3

Che guerra sia

Sin dalla prima bozza della legge voluta dalla Gelmini, dalla scuola sono partiti consigli, avvertimenti, imprecazioni e altro. Lei no, lei diritta per la sua strada. Non capisce, e non ha mai capito nulla di scuola, perciò alle scuole medie con un 5, un solo cinque, si BOCCIA. Bene. I dirigenti scolastici, a parte poche voci isolate, zitti e riverenti perché sono dirigenti e quindi non più colleghi degli insegnanti, ma dipendenti diretti del ministero. Adesso i poverini scoprono che se gli insegnanti faranno il loro dovere ai prossimi scrutini, in molte scuole il 50% degli alunni rischia la bocciatura. E stanno inventando mille modi per falsare la realtà. Pensarci prima no, eh?

martedì, giugno 2

Ricordarsi

2 giugno, festa della Repubblica. Tutto declinato al maschile: lavoro, parata militare, autorità (prevalentemente maschi). Il mondo femminile in questi giorni viene ricordato sui media solo per il ruolo avuto nel sollazzo dell'imperatore.
2 giugno, festa della Repubblica, festa delle donne e degli uomini che l'hanno realizzata.

Da non dimenticare


2 giugno festa della Repubblica
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

lunedì, giugno 1

La maschera e lo specchio




E’ inutile rompere gli specchi quando la maschera cade e non ci piace quello che vediamo.