venerdì, luglio 31

Scherzi della vita

L’altro giorno mi sono fermato per pranzare in un agriturismo delle valli bresciane. Ho chiesto salamelle e formaggio alla griglia con polenta. Presa l’ordinazione l’oste è tornato con un libercolo: poesie dialettali bresciane. “Leggi” mi ha detto “perché se non sai il dialetto non posso serviti”. Il dialetto lo parlo, ma non lo leggo, o meglio lo leggo con molta fatica, quasi fossi un analfabeta. L’oste mi ha spiegato che si vedeva lontano un chilometro che ero un insegnante e che Bossi ha detto che gli insegnanti che non conoscono la cultura locale è meglio stiano a casa loro. Io a spiegagli che ero nato bergamasco e poi diventato bresciano, ma nulla da fare. Non ero degno di polenta e salamelle, raffinato piatto della cultura valligiana. Così io, nordista doc, sono tornato a casa con le pive (tipico strumento popolare) nel sacco.

mercoledì, luglio 29

Provocazione

La proposta di sottoporre gli apprendisti insegnanti ad una prova di cultura regionale, fatta dalla Lega, è chiaramente una provocazione. Di provocazione in provocazione l’aria sta diventando irrespirabile. Roberto Cotroneo ha detto “Claudio Magris ha scritto che: "L'identità non è un rigido dato immutabile, ma è fluida, un processo sempre in divenire, in cui continuamente ci si allontana dalle proprie origini, come il figlio che lascia la casa dei genitori, e ci si ritorna col pensiero e col sentimento; qualcosa che si perde e si rinnova, in un incessante spaesamento e rientro". Questo vuole dire stare nel mondo, questo vuole dire tenersi le proprie radici; tenerle cercando, studiando e conoscendo quelle degli altri. Non esiste cultura o civiltà che possa fare a meno di questo. Non esiste progresso senza mescolamento, non esiste comprensione del mondo senza comprensione dell'altro.” Questo vorrei vivere, non la favola delle mie origini celtiche.

Professori in dialetto

Sulla strada delle privatizzazioni si sta tentando di privatizzare anche la scuola pubblica. Il ddl Aprea, oltre a consentire la trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni, con quello che ne consegue, prevede l’albo regionale dei docenti e la conseguente scelta dei docenti da parte dei dirigenti. Durante la discussione in commissione, la Lega è intervenuta a gamba tesa pretendendo "la conoscenza della lingua, della tradizione e della storia delle regioni dove si intende insegnare", minacciando il blocco della riforma. Ora non conosco i vostri dialetti, ma dalle mie parti il dialetto è diverso da paese a paese. Immagino già i poveri insegnati alle prese con il gutturale dialetto delle valli lombarde. Leggere per credere come sull’argomento una nota rivista scolastica on-line riesce a dare la notizia eliminando del tutto la notizia.

martedì, luglio 28

Il TAR, la scuola e la stampa

Arcinoto a tutti il bordello che Mary* ha provocato quest’anno con le sue circolari, decreti e similari nel mondo della scuola. Meno noto è che alcuni sindacati hanno pensato che esistesse un giudice a Berlino e così hanno presentato alcuni ricorsi al TAR. Ricorsi contro gli organici, ricorsi contro la formazione delle classi, ricorso contro l’adozione dei libri di testo . Abbiamo scoperto che a Berlino mancano i giudici e quelli che ci sono dicono delle cose un po’ astruse del tipo che è vero manca un decreto, ma la circolare che su quel decreto si basa è valida. Confusione sotto le stelle. Poi le notizie vengono riprese dalla stampa e si apprende che il nuovo insegnante che arriva può cambiare i libri di testo. Figurarsi l’indignazione e il putiferio. Sole che le cose non stanno così , ma la voce del popolo è la voce di dio.

lunedì, luglio 27

Afghanistan

“ Per fare grande un popolo bisogna portarlo al combattimento magari a calci in culo. Così farò io” (Galeazzo Ciano, Diario, vol I°, pag. 219-220). Così parlava il duce e così hanno fatto i nostri politici in Afghanistan. Adesso che la guerra non è più una vetrina in cui mostrarsi con le mimetiche per apparire nei servizi televisivi e il sangue scorre e le vite si spezzano cominciano i distinguo. "Una volta deciso per l’entrata in guerra gerarchi e militari si accodarono subito ed anche la casa reale lo fece, salvo poi cercare di mescolare i ricordi per accreditarsi come pacifisti agli occhi dei vincitori sul fascismo nel dopoguerra” (Denis Mack Smith, Le guerre del duce, Laterza, Roma-Bari, 1976, pag. 290). La storia si ripete, sempre, e non insegna niente.

Vita in campagna

Nel blog, oltre al Bassotto, compaiono pipistrelli e scorpioni. Non a caso. Gli scorpioni, in casa mia, sono fedeli compagni di ogni cambio di stagione. Da dove vengano non lo so, ma ogni tanto rientrando la sera ne trovo uno che mi aspetta. Ipnotizzato dalla luce resta immobile. Lo prendo delicatamente e lo accompagno in giardino. I pipistrelli invece hanno l’abitudine di appendersi per riposare alle travi del tetto. Vanno e vengono. Questa sera uno si è infilato in studio dalle persiane accostate: non c’era verso di farlo uscire. Ho dovuto prendere il calcolatore e andarmene io. Luci spente, persiane aperte e dopo aver fatto i comodi suoi, Pisolo se ne è andato. Piaceri della vita in campagna.

venerdì, luglio 24

Blog, troll e altro

Negli ultimi tempi è capitato che molti amici virtuali, amici di blog, fossero tentati di chiudere il loro blog o obbligati a moderare i commenti per evitare le invasioni sgradite di troll. In alcuni blog ho notato un aumento notevole di questo fenomeno. Forse con il consolidarsi dei social network (Facebook, Twitter, Linkedin, Tagged.com) che implicano la dichiarazione dell’identità e l’accettazione, i grafomani e perditempo virtuali vedono restringersi il campo d’azione e si scatenano dove possono imperversare liberamente, sui blog non moderati. La cosa è spiacevole perchè, almeno per me, i blog sono una palestra eccellente dove allenare il cervello, dove incontrare chi la pensa come te o in modo completamente opposto, ma dove comunque si pensa e l’argomentare civile e la garbata ironia dà sapore alla vita. Mi auguro che i perditempo si stanchino presto di perdere tempo e agli amici un saluto.

Con le parole di altri

Non mi piace il taglia incolla, ma alcune volte c'è chi ha più dimestichezza di me con le parole e meglio di me riesce a spiegare quello che anch'io sento. Di fronte alle sorprese infinite delle registrazioni pubblicate dai media, mi è venuta voglia di chiedere alle molte persone per bene che conosco, che votano centro-destra, come possano sopportare tutto ciò. Allora lo faccio con le parole di Alessandro Gilioli.

mercoledì, luglio 22

Due pesi, due misure

Due vite spezzate recentemente: il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, morto in Afghanistan e il tenente colonnello Valerio Gildoni, carabiniere, ucciso da un anziano che tentava di disarmare, a Bosco di Nanto di Vicenza. Entrambi, come si dice, servitori dello stato perché il servizio militare non è più obbligatorio ed è diventato un lavoro. Per uno ministri mobilitati, servizi dall’Afghanistan, promesse solenni di migliorare gli armamenti delle nostre forze "di pace". Per l’altro il tempo del servizio funebre e tutto dimenticato. Fare il proprio dovere a costo della vita in un paesino del vicentino non rende mediaticamente, non vale la visita di un ministro in tuta mimetica. Per maggior rispetto del caporalmaggiore Alessandro Di Lisio i nostri ministri, se proprio decidono di continuare la “missione di pace” in Afghanistan, si diano da fare per migliorare la sicurezza dei nostri militari.

lunedì, luglio 20

Il Bassotto

A gentile richiesta, pubblico (violando la sua privacy, con il suo consenso informato e senza il rischio di richiesta di rettifica) la foto del Bassotto. Non fatevi ingannare: ha lo sguardo dolce, ha il pedigree, ma è un bastardo dentro.

domenica, luglio 19

Non amo il mare

Sulla strada ..... del silenzio.

venerdì, luglio 10

Relax

Ancora alcuni giorni di vacanza in un luogo dichiarato patrimonio dell'umanità.

L'ombelico del mondo

Sono reduce dall’ascolto della conferenza-stampa conclusiva del GXY. Una sola domanda interessante: l’ultima. E il presidente del consiglio tergiversa, parla di tutto, non risponde alla domanda, prende e se ne va. Una delusione, anche se non è che mi aspettassi molto. Dichiarazioni generiche sugli aiuti ai paesi del terzo e quarto mondo, sul clima si è deciso che si farà (domani), sulle regole etiche della finanza ci dovremo mettere d’accordo. Tutto normale. L’impostazione generale del discorso mi colpito: ho scoperto che l’Italia è l’ombelico del mondo e che il suo presidente del consiglio è l’ombelico dell’Italia. Io, io, io, io .... Di solito quando una persona si trova a ricoprire incarichi importanti si fa portavoce di chi rappresenta in modo impersonale poiché i risultati del suo lavoro sono il frutto del lavoro di molte donne e uomini che con lui collaborano. L’onniscienza è degli dei e io non ne vedo.
Per i curiosi tutti i GX secondo la Reuters
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giovedì, luglio 9

Pancia o testa?

Due fatti di cronaca. Un dissocupato napoletano ruba in un supermercato un pacchetto di biscotti. Condannato a tre anni senza attenuanti perché recidivo. Grazie alla legge Cirielli, emanata per colpire i delinquenti pericolosi. Chiaramente ladri di biscotti e non mafiosi, bancarottieri o corruttori.
Gli immigrati clandestini sono un problema, bene, facciamo una legge che li sbatta in galera. Poi ci si accorge che la maggior parte delle badanti del ricco nord sono clandestine e che senza di loro migliaia di anziani resterebbero senza assistenza o denunciati per complicità.
Allora si cerca di mettere delle pezze alla legge, ma uno vuole, uno no, altri forse e intanto la frittata è fatta. Le ultime leggi che avrebbero voluto riformare la scuola sono state concepite nello stesso modo: con la pancia e non con la testa. E dopo di corsa a mettere cerotti a destra e manca.
Visto che i nostri onorevoli non hanno altro da fare, non sarebbe il caso che si impegnassero valutando bene le conseguenze delle leggi che approvano prima, e non dopo, la loro pubblicazione?

mercoledì, luglio 8

Nausea leggera

Scorsa veloce dei titoli dei quotidiani esteri, occhiata rapida all’informazione alternativa, giro sui quotidiani nazionali. Poi un salto sulle riviste scolastiche on-line. Evito di postare i link: troppi e troppa la nausea. Dalle canzoni da osteria dei parlamentari al coming out del ministro della funzione pubblica in televisione, dalle esternazioni continue dei politici nostrani alle vignette di dubbio gusto, anche se fotografanti la realtà, dei giornali stranieri riferite ai nostri governanti.

Anche se datata vale ancora questa citazione da “La democrazia in America” di Alexis de Tocqueville:

.... “il vero rimedio alla degradazione della democrazia è irrobustirla e nobilitarla con l’infusione di buone dosi di spirito aristocratico: non un’aristocrazia del denaro, ma un’aristocrazia morale e intellettuale, un’aristocrazia della virtù composta da donne e uomini che hanno la forza dell’indipendenza di spirito e sanno essere diversi dalla maggioranza e se hanno responsabilità pubbliche non sono servi dell’opinione dominante, quando questa va contro il bene comune.”


martedì, luglio 7

1° settembre

Il direttore scolastico regionale lombardo, appena nominato, occupa subito la prima pagina dei quotidiani locali: “.. basta con le ferie lunghe degli insegnanti, tutti a scuola il 1° settembre ...”. Come se tutti i mali della scuola fossero colpa degli insegnanti che non tornano a scuola il 1° settembre. Ora, è vero che siamo stati abituati dal ministro alle sparate mediatiche e alle riforme dettate prima ai giornali che alla Gazzetta Ufficiale, ma il direttore lombardo sembra dimenticare molte cose. Uno: quanto e come si lavora non lo decide il direttore, che è un funzionario e deve applicare le norme e non farsele, ma un contratto di lavoro. E il direttore sembra dimenticare che la scuola italiana sta in piedi perché molti insegnanti fanno e disfano ben al di là di quanto dovrebbero fare per contratto. Due: rispettati i doveri contrattuali ogni scuola, con la giusta ragionevolezza e nei limiti imposti dalle norme, ha il diritto, per una cosa che si chiama “autonomia didattica”, a stabilire i propri tempi di lavoro. Insegnare è un lavoro e, anche se fatto con dedizione e impegno, resta un lavoro e deve essere retribuito. Se il direttore vuole maggior impegno si dia da fare per cambiare la situazione contrattuale. Il volontariato decido io se, quando, dove e come farlo. Posso farlo a scuola, ma sono fatti miei, non del direttore. Tre: se proprio dobbiamo cominciare la scuola il 1° settembre che il direttore si dia da fare in modo che ci siano tutti gli insegnanti, ci siano i fondi per comperare quello che serve, si sappia con quali criteri programmare l’attività, si conoscano i sistemi di valutazione, possibilmente prima degli scrutini ....... e poi, se vuole, si occupi del calendario scolastico.

lunedì, luglio 6

Rientro

Tanti anni fa aspettavo con ansia l'estate perché arrivavano cartoline da luoghi impensati. Ogni cartolina era un attimo breve di piacere e di fantasie. Io sono tornato, ma ho mandato una cartolina a voi tutti.