domenica, ottobre 24

Lesa maestà

Vietato criticare in pubblico la riforma Gelmini, stiano attenti i circa 10mila presidi in giro per l'Italia: i dirigenti scolastici che oseranno dire la loro verranno puniti con la sospensione e la perdita fino a sei mesi di stipendio.Multe da 150 a 350 euro per chi ha un «alterco» con un genitore, o per i presidi che circolano senza cartellino di riconoscimento o non mettono la targa col nome sulla porta della stanza. Sanzioni, multe e divieti sono messe nero su bianco nel Codice disciplinare per i dirigenti scolastici, attivo da sabato 6 novembre, pubblicato il 21 ottobre sul sito del ministero dell'Istruzione. Insomma,esprimere pubblicamente, peggio ancora se con un'intervista, il proprio dissenso sui provvedimenti del ministro sarebbe «lesivo dell'immagine della pubblica amministrazione», alla faccia della libertà d'espressione. E per quelle che verranno considerate «manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'amministrazione salvo che siano espressione della libertà di pensiero », i dirigenti scolastici rischiano la «sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di sei mesi».
Da Notiziario FLC di Brescia
W la libertà.

2 commenti:

gattonero ha detto...

Beh, rimane la libertà di pensiero!
L'importante è che questo 'pensiero' non sia esposto, né verbalmente né, orrore!, per iscritto.
In pratica, c'è la più ampia libertà di stare zitti...
La Costituzione? Cos'è?

'povna ha detto...

nella mia regione un consigliere ha istituito un numero telefonico e un indirizzo e-mail per denunciare quegli insegnanti che prendano pubblicamente posizione, a scuola, contro la riforma...