mercoledì, gennaio 12

Torino non è Detroit

Non sono un economista, non sono un giurista, ma una cosa mi sfugge nella presa di posizione dei partiti relativamente alla vicenda del referendum che aspetta gli operai della Fiat. Il CdA della Fiat porta come motivazione delle  richieste dell’azienda,  per giustificare la cancellazione dei diritti costituzionali in fabbrica, le scelte degli operai di Detroit. Si dimentica di dire che a Detroit gli azionisti di maggioranza, grazie ai fondi pensione, sono gli operai stessi, che in ogni momento possono dare il benservito alla Fiat. In Italia, al contrario, agli operai non resta che mangiare questa ministra o saltare dalla finestra … Merica, merica….

6 commenti:

Felipegonzales ha detto...

la vedo male...

lanoisette ha detto...

concordo. anche perché credo che il problema sia di altro genere:
1) le auto della FIAT no nsono competitive
2) questa volta firmano, e va bene, ma siamo si curi che tra due/tre/cinque anni a FIAT non convenga comunque delocalizzare? e allora, buonanotte al secchio!

Anonimo ha detto...

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donarighi ha detto...

Quale ministra?
Io mi offro per la Gelmi, posso sbranarla in due bocconi.

La prof ha detto...

ma, a parte questo, tutto bene?

il grigio ha detto...

@ LaProf: grazie, quasi tutto bene ...