venerdì, gennaio 27

27 gennaio

"Voi che vivete sicuri/Nelle vostre tiepide case/Voi che trovate tornando a sera/Il cibo caldo e visi amici:/Considerate se questo è un uomo/Che lavora nel fango/Che non conosce pace/Che lotta per mezzo pane/Che muore per un sì o per un no./Considerate se questa è una donna/Senza capelli e senza nome/Senza più forza di ricordare/Vuoti gli occhi e freddo il grembo/Come una rana d'inverno./Meditate che questo è stato:/Vi comando queste parole/Scolpitele nel vostro cuore/Stando in casa andando per via,/Coricandovi alzandovi;/Ripetetele ai vostri figli./O vi si sfaccia la casa,/La malattia vi impedisca,/I vostri nati torcano il viso da voi."

Primo Levi, "Se questo è un uomo".

3 commenti:

il Benza ha detto...

Sentivo ieri alla radio che, pare, il 25% dei tedeschi sotto i trent'anni non sanno cosa sia Auschwitz. *_*

povna ha detto...

Anche noi lo leggiamo sempre. Necessario.

gattonero ha detto...

Sono stato in visita a Dachau nell'81. Ancora oggi mi porto appresso il ricordo di un mucchio di merde che fotografavano ridendo e commentando stronzamente la struttura.
Già allora mi chiedevo se a Monaco non avessero altro di meglio da fare.
@ilBenza: per carità di patria non farei la domanda ai nostri sub-trentenni, tanto meno se sono ancora studenti. Quello che è successo allora non è storia solo della Germania: è un patrimonio di ricordi di tutta l'umanità.
Ricordi di una vergogna planetaria, da non dimenticare.