sabato, luglio 14

... forse l'uovo



E per continuare sullo stesso tema può essere utile dare un'occhiata qui. Mi astengo da ogni commento, ma mi chiedo solo: se i libri (anche quelli elettronici) non si acquistano, chi considera il tempo necessario per produrre i diversi materiali visto che per preparare supporti intelligenti non ci vogliono minuti, ma ore o giorni? E come si colloca professionalmente questa nuova attività, anche in considerazione del fatto che il volontariato è cosa ben diversa dal lavoro? 

4 commenti:

englishprof ha detto...

Ti dirò...dopo tre anni di sperimentazione di classe informatizzata,devo proprio ammettere che produrre materiale "libresco" e supporti intelligenti per e con i pargoletti costa davvero tanta fatica, in termini di tempo e vista. E condivido in pieno: il volontariato è ben diverso dal lavoro - e ogni tanto dovrei ripetermelo quando boccheggio durante l'anno scolastico ;)

la povna ha detto...

Allora, c'è un progetto articolato, su questo, capeggiato dall'Istituto Majorana, che è il Book-in-Progress, che dovrebbe servire a sostituire (finalmente, dico io) la tirannia multipolistica delle case editrice con libri auto-prodotti. Il costo per l'acquisto di questi libri sarà investito in diversi tipi di LIM.
L'attività di redazione dei Book-in-Progress, oltre a essere (se pure poco) pagata regolarmente andrà a costituire parte integrante del CV di un docente e (poi) sistema di punteggio anche nelle operazioni di graduatorie interne richieste e movimenti.
Io la trovo un'iniziativa doverosa, meritoria e sempre tardiva per quanto aspettata. Anche perché (almeno nelle mie materie) il tempo e il lavoro necessario a preparare materiali di lezione c'è lo stesso, visto che i manuali sono inadempienti, e dunque ben venga qualunque cose lo istituzionalizzi, senza far spendere alle famiglie inutili capitali!

il grigio ha detto...

@ englishprof: rinuncia a un pezzo di Toblerone così riesci a mettere in valigia anche il Kindle.

@ la povna: le tue argomentazioni sono chiare, condivisibili e trasparenti come la punta di un iceberg, ma come un iceberg nascondono una parte profonda che non si vede fatta di burocrazia, amministrazioni che non finanziano le scuole (soprattutto quelle dell'obbligo), difficoltà tecniche e non da ultimo,, e non è da nascondere, la difficoltà di molti colleghi a misurarsi con le nuove tecnologie.
Vale comunque la pena di misurarsi su strade nuove perché come sempre le piccole tracce diventano sentieri prima e percorsi spaziosi e transitabili da tutti poi.

La prof ha detto...

Dopo qualche anno passato a produrre materiali per le classi virtuali, e a sostituire i libri che (grazie ai famosi tetti di spesa fermi a dieci anni fa) non riusciamo a comprare, per il momento sono dalla parte del Grigio (e di Englishprof). Nessuno, in una scuola non ufficialmente inserita nel progetto, ti riconosce le ore e ore spese per preparare materiali.
Hai l'impressione di fare del volontariato, e a me non va. Se è un lavoro, è un lavoro.
Vabbè, discorso lungo, è sera, ho sonno, e il figlio mi sta tormentando con la chitarra :-)